Lady Oriza, bless this post!

Certo non è come me la immaginavo ed è un po’ troppo lenta ma il Re approva e a me non dispiace. Did a chick?

La mia tribù (reloaded)

Ahimè, rispetto ai fasti del passato, l’interazione animale è calata molto.

Si è passati da una cricca di mici a dei sorci alati che passano di fronte alla mia finestra in nutrito branco.

Segni particolari: nessuno, stesso colore e stesso comportamento.

Attività: spulciamento intensivo, ricerca di pappa e stare seduti con espressione poco intelligente. Ci vuole talento.

Il grande momento interessante riguarda il corteggiamento con i maschi che diventano palle de penne che ruotano come giroscopi e le femmine se ne fregano. Diventa divertente quando lui insegue lei per un lungo (davvero lungo) tratto di cornicione e poi all’ultimo lei con un colpo d’ala se ne va. Pive nel sacco edition.

Per fortuna nel limitare qualche micio c’è. Tocca vedere se posso avere una nuova tribù a quattro zampe e no zecche, pulci e zella.

Stay tuned.

Un idolo a 20 metri da me…

Dunque il concerto di Billy Idol. Splendido, magnifico, fantastico. Soldi spesi benissimo! Si è arrivati in un attimo all’Ippodromo delle Capannelle, parcheggio vicino, foto di rito con il posterone del sor Idol all’ingresso e poi cena in tranquillità prima di andare verso lo spiazzo terroso del concerto vero e proprio. Io e la mia amica siamo riuscite a trovare un posto alla sinistra del palco rispetto al cantante e abbiamo avuto buona visibilità del sor Billy e delle sue zompettate. La scaletta l’ho ricostruita con l’uso di svariati link di recensione che non sapevo i titoli di tutte le canzoni.

Postcards from the Past – non la conoscevo, ma si riascolta con piacere e la aggiungo volentieri al carnet delle mie preferite, molto carica e ha subito messo il pepe addosso ai presenti.
Cradle of Love – splendida e giggiona, un grande classico di cui sapevo tutte le parole
Dancing with Myself – il pubblico in delirio,  bellissima! mi ci sono sgolata con piacere.
Flesh for Fantasy – come sopra.
Love and Glory – non conoscevo neanche questa ma la musica e il testo sono belli ed è una gradita aggiunta.
One Breath Away – Splendida. Non la conoscevo e ora la conosco. Spettacolo.
Ready Steady Go – Devo assolutamente recuperare il suo materiale con i Generation X che questa mette l’argento vivo addosso.
Sweet Sixteen – Una delle mie preferite e il buon Billy ha anche tirato fuori personalmente la chitarra ma devo dire che l’ha fatta un pochino troppo ritmata per i miei gusti e preferivo la dolce ballad che si vede nel video. L’introduzione è stata lunga ma già a metà io avevo capito quale stava per fare. L’omaggio a sua mama e papa è stato tenerello, un ragazzaccio col cuore d’oro.
Whiskey And Pills – L’ha fusa alla precedente. Credo di averla già sentita ma non mi era piaciuta molto. Fatta così ci aveva un altro fascino.
Eyes Without a Face – Culto. Splendida. Ma l’assolo di chitarra che non c’entrava una mazza all’inizio vorrei tanto che smettessero di farlo. C’è da dire però che le voci femminili in francese c’erano e si sentivano benissimo. Suggestione pura.
L.A. Woman – L’avevo masticata poco ma è stato un mio errore. Splendidisssima!

Qui c’è stato un lungo assolo di chitarra del suo chitarrista, Steve Stevens, che è stato l’unico a venire alla sinistra del palco un paio di volte. Tutti gli omaggi – maglietta (sudata), plettri, bacchette da batterista, frisbee, fogli, striscioni – tutti lanciati alla sua destra. Un pelino di delusione c’è stata, lo devo ammettere. Di assoli ne ha fatti svariati ma questo era il più lungo e complesso.

King Rocker – Vale come sopra. Il video è quasi imbarazzante che sembra scappato dalla scuola parocchiale ma lui è Billy ed è magnifico lo stesso! :)
Love Like Fire – Idem con patate.
Blue Highway – Questo è un pezzo poco conosciuto e infatti la ragazza esargitata accanto a me si è fermata perplessa mentre io sapevo tutte le parole. Grazie Billy!
Rebel Yell – Magnifica. Energica. Gasatissima. Si zompava come grilli e si cantava come banshee.
White Wedding – La solita peperina frase di introduzione “steve, will you show them what a hit song sound like?” (n.b. non le parole esatte ma una buona approssimazione) e via a cantare tutti insieme. Momento magia.
Mony Mony – Non è una delle mie preferite ma ci ha versato il cuore e noi lo si ringrazia.

Tutto compreso, due ore di concerto adrenalinico che hanno compensato bene alla mezzora di ritardo nell’inizio. Quando era tutto finito eravamo in tanti a guardare a terra tipo cani da caccia cercando i plettri… e io, modestamente, ne trovai uno. Un culo enorme! Ci siamo poi fermate un pochino ad aspettare dietro sperando di vederlo uscire dal camerino (dove pare si stesse facendo una meritata doccia… voglio dì, un caldo bestiale, luci cocenti e lui vestito de pelle. Ringraziasse che i panni non gli si sono levati tipo scotch…) per salire sui mastodontici e fighissimi tourbus ma ahimè… ciccia! Un ragazzo ha commentato con cattiveria che forse la sua doccia era necessaria per levarsi la plastica di dosso (!)… amico mio, nun hai l’occhio femminile e se vede. L’amica che è venuta con me ha commentato (da non gerontofila come la qui presente) che all’età sua il sor Billy c’ha ancora un fisico che levati (potrei essermi unita al coro di “nudo, nudo” quando si è levato la maglietta per mettersi lo striminzito gilet di pelle ma è notizia non confermata) e abbiamo concordato che se si è fatto un ritocchino al muso ha fatto un bel lavoro discreto. E comunque oh, questo c’ha quasi 60 anni… Respect!