Timey-Wimey-Stuff: All my love to long ago

C’è da dire che ho visto una pacca di filmz e similia ma per motivi vari (leggi pigrizia schifosa) non ho proceduto a commentarli… ora me va e quindi lo fò…

Sherlock Holmes: a Game of Shadows. Visto a gennaio (!) Carino, riusa molto del primo come tecniche di esposizione per creare costanza e anche fidelizzazione. A volte ci stanno troppi cliché (tipo: vi sparano da tutte le parti ma le ferite so poca cosa ma qui è parziale che SH quasi stira le penne anche se salvato con modalità incredibili – rimasticare il bolo all’infinito)RDJ è sempre bono come il pane anche se vestito da donna nun se pò vede (ed è un peccato… ci so certi travestiti che fanno sessone [cit.] vestiti da donna. Tipo lui.). Il Law che di solito ci attizza come un panno bagnato si mostra anche lui sorprendentemente materassabile. Il potere del vestiario vittoriano molto può… Moriarty ci piace e se la Irene Addler è schiattata sono contenta. La vera IA compare in un libro solo e si sposa con un altro. Tiè. Voto 7/8

La Talpa: No. Nun se pò. Oldman è bravissimo, Tom Hardy è scopabilissimo anche da biondo,  Benedetto Cumberbatch è bello come il sole (e attizzante come una statua greca) e Mark Strong irriconoscibile e bravo (ma troppo pelato) ma no. Troppo lento, farraginoso e il tocco sulla vita dei personaggi è così frammentato che non si prova nessuna empatia. Non a caso la prima versione era una miniserie che forniva tutti i nessi in modo completo. Ci piace il Colin Firth viscido e donnaiolo crudele ma con umanità nascosta come pure l’ambientazione ben ricostruita anni ’70 (anche se ansiogena) quindi il voto è 5.

Come è bello far l’amore: Molto carino, al di là delle mie più trepide aspettative. Il 3D c’è ma non disturba, tutti recitano bene anche se alcuni ruoli sembravano buttati un po’ là come nel caso del Mago Forrest… Timi è bono come il pane, altamente materassabile e il giusto istrionico, reggendo molto del film sulle sue spalle. Se la cava pure meglio di Siffredi con l’inglese pornografico XD. Degni di nota i camei della Buy (il romanaccio m’ha fatto morì) e di Trentalance. Voto: 7 e mezzo.

La Regina dei Dannati: Film di 6 milioni di anni fa ma che ho visto mi pare a febbraio. Aaliyah era una bella donna morta troppo presto e bravina nel cantare ma come attrice insomma. Stuart Townsend davvero bono come il pane ci ha proprio la faccia da perverso innocente che sa giostrare con sapiente entuasiamo. La tipa umana bella e sciapa. Atmosfere belle soprattutto nei deja-vù storici e molto gioco sull’omoerotismo, come è tipico della Rice. Intrigante ma finale un po’ così. Belli gli opening credits con il video dei Placebo con Townsend che gioca a fare il vampiro dei film muti. Voto: 6

Source Code: Intrigante. Aspettavo da tempo questa seconda prova di Jones dopo l’ottimo Moon e mi sento soddisfatta. Quel momento fisiologico di distacco fra il “figlio di” e il vero talento c’è stato e con un pelino di sforzo in più secondo me nessuno se lo ricorderà mai di chi è figlio. Già lui da solo ha cominciato bene dandosi un nome normale anziché quella roba strampalata che il buon Bowie nostro gli ha dato. Il film scorre bene e se ha un po’ più di plotholes e risente del suo essere più commerciale, il nostro lavora sodo per almeno rendere quei plotholes molto wow. Il Jake che per me sarà sempre Donnie Darko travestito se la sfanga con dignità. Il finale è un po’ così e difficile da ingoiare quindi il voto cala un po’: 7 +

In Time: Giustino Lagodilegno è un tronco di pino (cit.) in more ways than one. Materassabile ma propendente per la scuola di recitazione “stoico, stoico, poche parole e faccia di tolla”. L’Olivia compare 10 minuti, schiatta malissimo e mi pare tanto messa là come attira nerdz, visti i suoi precedenti lavori nerdosi. La futura Linda Lovelace (che voglio vedere), Amanda Seyfried, è bellina ma punta troppo al bulbo oculare dilatato e all’espressione da cerbiatto azzoppato e bisognoso di coccole. Il Cillian Murphy è bono, bono, bono da fare schifo anche se si nota un po’ che soffre della condizione dell’ultratappo (e spero di aver visto male i rinforzi nelle scarpe!). Il padre di futura pornodiva è bravo nel suo essere stronzo assai. Nota di merito per Leonard di Big Bang Theory nel suo ruolo di improbabile dipsomaniaco simpatico e dal fegato delicato.  Tolto questo il film è ben fatto e intrigante nella sua ansiogena premessa anche se con qualche plothole. La pornodiva e il lagodilegno avevano assai poca complicità erotica ma si so sforzati. Voto: 6 +/7–.

Pontypool: storia di zombie sui generis con il contaggio e l’infezione portato dalle parole. Bello il termine conversationalists per gli zombie e intrigante l’uso delle lingue straniere. Steven MacHattie (già citato qui) è sempre meraviglioso. Voto: 6 e mezzo per la premessa e un cast abbastanza buono. Link.

The Raven: Cusack è sempre uguale dai tempi di Sixteen Candles e voglio sapere il suo segreto! Belle le riprese di molti racconti di Poe in versione serial killer (beh si prestano bene assai) e non a caso si parte dai più famosi: i delitti della Rue Morgue e The Pit and the Pendulum. Bello anche il riferimento al ballo della Morte Rossa che è uno dei miei racconti preferiti. Belle le ambientazioni e anche i riferimenti letterali a Emerson e Goodfellows. Il finale perplime un po’ con un cattivo buttato là, senza accenni o indizi anche subdoli e che letteralmente zompa fori out of the blue. L’ispettore Luke Evans è bonissimo e le scene in cui è pieno di bende fanno molto bene alla libido. Voto: 7/8 (perde un po’ per sto finale gnè gnè… anche se ho temuto una cosa alla House of Usher…)
Incredibilmente uscito prima da noi che in USA, oggi la prima recenzione… molto si e qualche no (nel mio essere d’accordo coi commenti).

Mirror Mirror: Molto bellino, con la fase iniziale in stop motion. I vestiti della Roberts sono spettacolari ma le sopracciglia della Collins me spaventano a morte. Sembra Elio con le tette! Sean Bean non schiatta in questo film e i nani so la cosa migliore. Bello il dualismo regina/specchio magico e Arnie Hamm è carino e simpatico. Belle le armature dei soldati e il consigliere era un buon comic relief. Unico neo: l’uso della mela che sembra quasi un afterthought buttato là perché la storia di Biancaneve non è completa senza mela. Il regista ha detto che la Roberts versione Old Hag è davvero hideous. Se vede che non hai visto qualcuno DAVVERO hideous. Voto: 7

The Solipsist: Link.
E’ un corto assai particolare e insolito. Lascio i commenti alla me dell’epoca e ad un’amichetta mia che giochiamo a fare le intellettuali.
[03/08/12] Io: vedi questo
[03/08/12] Io: lo vedo nelle tue corde
[03/08/12] Amica: sto guard il video
[03/08/12] Io: e?
[03/08/12] Amica: il video body horror
[03/08/12] Io: si lo the solipsist
[03/08/12] Amica: dove le 2tipe si trasformano in ghirlande festoni e roba pelosa
[03/08/12] Io: si
[03/08/12] Io: e ci sono i pesci pelosi che si uniscono
[03/08/12] Io: il mio pezzo preferito sono i due tizi che si sbriciolano e rilasciano la sabbia colorata
[03/08/12] Amica: si lo sto vedendo
[03/08/12] Amica: inquietante
[03/08/12] Io: il pezzo coi pesci era meglio che lo mettesse all’inizio
[03/08/12] Io: l’ho trovato troppo intrusivo e poco unificante tra le due parti
[03/08/12] Amica: però dà fluidità
[03/08/12] Amica: leggerezza
[03/08/12] Amica: sennò era troppo materico
[03/08/12] Io: si ma i movimenti dei pesci sono troppo scattosi per dare vera leggerezza
[03/08/12] Io: troppa energia nervosa
[03/08/12] Amica: (y)
[03/08/12] Io: che contrasta male con la dolcezza inquietante dei festoni che avvolgono le due ragazze
[03/08/12] Io: posso mettere i nostri commenti sul blog a recensione del video?
[03/08/12] Io: sembrano critici intellettuali XD
[03/08/12] Amica: sembriamo delle cazzone…ma tanto
[03/08/12] Amica: yes iuken

 La Sirenetta: Versione corta del 1968 dalla Russia con amore. La VERA versione di Andersen con la Sirenetta trasformata in schiuma del mare. L’animazione e illustrazione russa mi ha sempre affascinato e questa è particolarmente bella. La canzone della sirena mi piacerebbe come Mp3 ma me sa che nun se pò. Buh! Link.

D : Link.
Piccolo gioiello di animazione con note surreale. L’è bella roba.

Cappuccetto Rosso: Link.
Anzi Cappuccetto Rosso meets Frank Miller à la Sin City. Enjoy!

The Lost Thing: Link.
Storia tenerella e fantasiosa. Il costume da mostro sarebbe davvero bello da realizzare ma penso che quelle campanelle mi manderebbero ai matti. L’accento australiano del tipo non mi fa impazzire ad essere sincera ma la puccineria del concept compensa a tutto.

Inspirations: Link.
Bellissimo, essenziale e parla del mio adorato Escher. La colonna sonora è bella e disponibile on-line. Andate al tubbo e godete!

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