Timey-Wimey stuff: And the present?

Capitan Harlock: Eh. Moh. Insomma. Ed è con vero cordoglio che lo scrivo eh. La grafica è bellissima ma la storia ha dei picchi imbarazzantissimi. Del tipo tu giovane virgulto sei subito identificabile come l’eroe della nostra storia perchè sei più figo della media degli avventori del bar dove ti trovi. Così, per caso. Passa un’astronave identificabile come l’Arcadia e ti fiondi a scalare una montagna senza corde, piccozze, rampini, nada de nada. E giusto per calcare sul pedale del drammatico scivoli e rimani appeso per una mano. E non schiatti perchè c’hai la scritta protagonista che ti sorvola la capoccia. Arriva la nave e tu e l’altra cricca di scalatori culati venite portati sopra una nave e messi su passarelline così microscopiche che basta uno scossone della nave e volate de sotto. Siete in 4: due danno le risposte sbagliate e vengono buttati de sotto e uno è così furbo che ci si butta da solo e poi tu, il nostro protagonista. Che quasi vola de sotto ma viene salvato dall’uso oculato della parola libertà. E questo è solo l’inizio. Abbiamo un Harlock con il ventilatore nel colletto che sulla nave vento non ce n’è ma il mantello se move come se lo fosse; un protagonista esempio vivente che fare i capricci ammazza la gente e da sensi di colpa parientali e gente che non si sa tenere il cecio in bocca e parla con i primi stronzi che passano. Scene di potenziale pathos drammatico rovinati da una frasetta da bimbominkia quindicenne… lui chiede a lei se abbia sempre avuto sentimenti per l’idegno fratello e lei “perchè lui mi è sempre piaciuto”. Sarà stato un caso che la frase “mecojoni” sia casualmente uscita fuori in risposta tra il pubblico (non dalla sottoscritta). Ah e un’altra cosa… ma è mai possibile che nel futuro le prese delle macchine salvavita si stacchino facilmente come prese USB?! Una missione di Harlock che viene bruciata in un attimo dopo mesi di lavoro e lui la rappezza al bell’e meglio in previsione di un passaggio di consegne credibilissimo. Spreco, fortemente spreco. Peccato. Voto: 6 che la computer grafica è bellissima davvero.
Basilicata Coast to Coast: Recupero in tv ma carino, divertente e scorrevole. Buddy movie all’italiana con buoni sentimenti non troppo melensi. Voto: 6 e 1/2
Grudge Match: De Niro e Stallone che riprendono i loro ruoli di Toro Scatenato e Rocky e li associano per vedere cosa sarebbe potuto succedere se i due si fossero incontrati e ci fosse stato un triangolo amoroso. Molte citazioni e un filo di gradevole malinconia. Kim Basinger ancora gnoccona e con un figlio filmico di rara sciapità mentre un nipote sembra portare avanti il DNA nonnico come si deve. Stallone con un risvolto alla Jennifer Beals di Flashdance che richiama la sartina di Demolition Man. Il moderno si mescola a virili storie di maschi di una volta in modo armonico. Voto: 7
Last Vegas: Quattro grandi mattatori: De Niro, Morgan Freeman, Kevin Kline e Michael Douglas. Il film ci mostra gli albori della loro amicizia negli anni 50 e la loro anzianità ai giorni nostri. Ci sono ruoli che potrebbero essere stereotipati: il puttaniere, il bravo marito di famiglia, l’uomo divorato dalla nostalgia e l’anziano che vuole sentirsi di nuovo giovane ma nelle loro mani diventa molto di più. Divertimento, nostalgia e maliconia si bilanciano bene. Voto: 7
The Wolf of Wall Street: Fuck. Ah no, scusate… fuck! Qui mi limito a due ma sto film ha visto un premio simbolico come uno dei film più pieni di sta parola. Di Caprio gioggione, puttaniere e cocainomane ne fa di tutti i colori in campo finanziario. Non si fa mancare niente in fatto di edonismo e il film lo ricalca con orge etero e omosessuali (al punto che mi sono chiesta se questo fosse un porno). Attori di buon calibro e un Di Caprio Mattatore. Se meritava un premio e ne ha avuto molti. Non l’Oscar ma contro i film con bambini o di denuncia non c’è trippa per gatti. Gloria di Tozzi fa una comparsata. Voto: 7
Robocop: Eh. Mah. Aritorniamo negli anni 80 che sto qua sembra Robocop, se comporta come Robocop ma decisamente non è Robocop. Lodevole l’intento del regista di esplorare le potenzialità drammatiche dell’uomo fagocitato dalla macchina però sarebbe stato meglio conservare un po’ di humor nero e satira che la roba che si prende troppo sul serio spesso inciampa sui propri piedi. Il protagonista è sciapissimo e se tu mi fai vedere uno che è integro meno un braccio, una gamba e rischiante la cecità e la sordità come MINKIA ti viene in mente di ridurlo a testa, cervello, polmoni, cuore e mano… e meno male che l’intervento doveva essere di conservazione! Gary Oldman ci mette il giusto pathos ma il fu Batman e il Fu Rorschach sono blandi. Gradevoli citazioni non salvano il film. Voto: 5 1/2
Monuments Men: Film molto carino del buon Mr Nespresso. Attori di buon calibro e con un buon feeling in comune non compensano benissimo al fatto che il plotone originario di cui parla il libro da cui la storia è LIBERAMENTE tratta fosse composto da almeno 350 persone. Momenti commoventi almeno due e c’è anche un cammeo di Babbo Clooney. Voto: 7 che è un film di gran dignità e per quanto incompleto conserva vivo lo sforzo dell’epoca per non privarci di alcuni splendidi capolavori.
Doctor Who (Eight): Involontariamente comico ma diverte nei punti dichiaratamente comici. La storia è carina e ha il pregio di averci dato una storia per l’ottavo dottore che è stata successivamente ampliata con dei radio play e lo splendido corto “The Night of the Doctor”. McGann bono e bravo, gli altri spesso molto meno. L’attrice migliore è la gallina inquadrata un secondo con un “co!” d’effetto. Voto: 6 1/2
The Lego Movie: Moh. Carino. La canzoncina diventa rapidamente fastidiosa ma la storia diverte e non annoia. Primo film per Wonderwoman che compare appena 10 secondi ma dopo più di 70 anni suppongo sia meglio di niente. La parte live action mi ha fatto imbestialire con l’idea che un collezionista di lego sia un mostro se non fa giocare i bambini con i suoi set… per me vale per le action figure che non si devono mai dare in mano a nessun pupo. Non sono fatte per quello. Voto: 6 che la vaga nota femminista ci sta bene e la colonna sonora mi è piaciuta molto.
Her: Abbiamo Joaquin Phoenix (ex foglia) con gli occhioni da cucciolo e un fare sperduto e un sistema operativo con la voce di Scarlett Johansson che a un certo punto canta pure. Storia d’amore improbabile ma delicata con più picchi comici di quel che mi aspettassi (la scena del gatto morto era da perplessità divertita e quella delle parolacce da sghignazzo). Momenti complessi molti. La scena del triangolo era quasi da porno mentre quella del pic nic era un pelo forzata. La trovata finale sembrava un po’ tirata via ma in un futuro così alienato e alienabile anche abbastanza plausibile. Lento ma in maniera riflessiva. Gradevole malinconia. Voto: 7
Captain America – The Winter Soldier: Oh. Questo si che è un film Marvel gustoso. Meno aglutinato di Thor Due e con i giusti rimandi al mondo Marvel cinematografico da renderlo omogeneo e innovativo insieme. Evans è un pelo monoespressivo ma si vede che si è impegnato. Commovente l’incontro con Peggy. Falcon bravo ma Mackie è bravissimo in tutto quello che fa, l’avevo già apprezzato in The Replacement Bureau. Redford si vede che è grosso attore quindi la fa scialla. Indovinello: quante volte riciccerà fuori lo Shield Corrotto? Nei fumetti almeno 4 volte… almeno. La Johansson smessi i panni di sistema operativo mena calci e si riscopre paraninfa. Voto: 7

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