Timey-Wimey Stuff: Science Face off! con bonus

La Teoria del Tutto: 8. Davvero bellissimo! Ero blandamente curiosa e la decisione di andare è stata presa causa due biglietti omaggio alla prima. E che dici di no? Ed è stato ottimo. Eddie Redmayne E’ Stephen Hawking, tanto che in certe scene mi sono chiesta se il vero scienziato stesse facendo un cammeo (roba che lo stesso Hawking ha dichiarato che in certe momenti gli sembrava di vedersi sullo schermo). Per gli appassionati di Doctor Who, fa piacere riconoscere Brother of Blood (Harry Lloyd) Come sempre quando si tratta di film sulla vita di scienziati che hanno fatto roba particolare e/o complicata, si punta più alla vita personale che agli studi che per lo più devono essere semplificati ma è giocata bene e secondo me c’è un buon equilibrio tra i 2. Alcune scene sono mozzafiato (tipo quella in cui si parte dall’iride dell’attore e si mostra la galassia) e in altre si nota il solido sforzo di cercare di rendere suppellettili d’epoca. La vita di Hawking è stata davvero variegata e difficile ma mi è piaciuto il suo atteggiamento reso dalla fisicità di Redmayne che gli hanno permesso di avere 2 mogli, 3 figli, libri di successo e anche riconoscimenti ufficiali. Chapeau Mr Hawking. Parlando di Redmayne, ho visto Jupiter Ascending. Dei, che spreco. Un attore ottimo per una parte che non è camp, de più con le botte da matto, il costume futuristico e mignottesco e il mormorio mesmerico da psicopatico alla Norman Bates dello spazio de noantri. Il resto del film è una bella senz’anima con astronavi, costumi e gadget splendidi (oddio, con dovute eccezioni… il vestito da sposa con lampadario in capoccia anche no!!) che si alternano a dialoghi imbarazzanti (mi so sempre piaciuti i cani… vuoi dargli anche un osso???) e pathos malposto (padrete si vede 3 secondi, ingravida matrete e schiatta sparato nella rapina meno credibile e motivata dell’universo… perdonatemi se non mi scippo i capelli per il dolore). Ci sono anche cose buone tipo Sean Bean che non schiatta (miracolo) e una motivazione per i cerchi nel grano che lol proprio, che si affogano tra idee buone rese malissimo (le api sniffa reali roba che manco i porci da tartufo! Ma che roba è??). Il tutto condito con attori protagonisti monoespressivi (la Kunis inoltre monotrucco che c’aveva così tanto mascara che ce poteva sostenè un’impalcatura) e razze aliene con potenziale ma contorte assai (er mezzo cane, ibrido, lupo da branco con le orecchie da elfo, il bistro di Yul Brynner e la barbetta da caprone posticcia!! WTF!) Voto: 6 per la video e 5 per l’audio. PECCATO.

The Imitation Game: 7 1/2 ma in realtà voto in 2 tranche. Vado a spiegare. Alan Turing c’aveva un cervello grosso come una casa e i suoi studi hanno permesso a me nello specifico di scrivere questa recensione e in generale ha semplificato la vita di milioni ma anche la sfiga cosmica di vivere in un tempo in cui essere gay era roba da carcere e cure chimiche. Ha aiutato a far finire prima la guerra ma la ricompensa è stata un paio di tette e una mela avvelenata quindi sarebbe stato bello sapere di più della sua vita nel modo più realistico possibile, la personalità, i rapporti lavorativi e personali. Ed è per questo che il voto scema perchè, una volta visto sullo schermo un Cumberbatch ottimo che si comporta come ai limiti dello spettro dell’autismo, allontanando le persone e inimicandosi i capi, andando a leggere i veri dettagli della vita di Turing lui non era affatto così. E dopo aver passato più di 50 anni senza che il grande pubblico sapesse chi fosse e cosa ha fatto di grande trovo davvero non sia stata una buona resa. Per dire, io ho appreso chi fosse Turing grazie all’anime Ergo Proxy in cui le macchine hanno il protocollo Turing. Il film è molto bello, Benedetto è bravo e genera il giusto clima di empatia ma penso che Turing avrebbe meritato la verità, che poi lo dicono che la pellicola è ispirata ad una biografia sulla sua vita ma lo stesso sono un po’ delusa. Vero è che con Hawking lui è vivo e vegeto e quindi può parlare della sua vita e Turing ahimè no però si poteva far di più. Non a caso un amico gay ha commentato con fastidio la storia che la macchina ha ricevuto il nome del primo amore morto dello scienziato che la costruisce e la coccola come se fosse un figlio quando in realtà non solo non era tutta farina del suo sacco e si chiamava più prosaicamente The Bombe. Vabbè che i gay come tutti possono essere tormentati e negli anni 40/50 la vita non era semplice ma puntare sullo stereotipo del gay afflitto e desolato mi pare un po ‘ retrogrado. Sono contenta che la Knightley impersoni una scienziata di cui praticamente non si parla e che ha contribuito allo sforzo bellico, Joan Clarke ma penso che i commenti della nipote di Turing che la Clarke fosse un po’ cessa hanno detratto dalle sue capacità e mi dispiace di nuovo. Voto dopo scemata: 7–

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